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Milano,
21
Ottobre
2025
|
15:00
Europe/Amsterdam

Ancora un salto di mescola per il fine settimana di Città del Messico

La Formula 1 prosegue il suo viaggio nel continente americano spostandosi verso Sud per il Gran Premio di Città del Messico, subito dopo la tappa di Austin. All’Autodromo Hermanos Rodriguez l’atmosfera sarà, come sempre… mozzafiato: non solo per l’entusiasmo travolgente dei tifosi che riempiono le tribune dello spettacolare stadio Foro Sol, oggi uno dei punti più scenografici del calendario, ma anche per la particolare collocazione del circuito, situato a oltre 2mila metri di altitudine, dove l’aria rarefatta influenza in modo sensibile il comportamento delle monoposto.

I Pirelli Podium Cap del fine settimana hanno una base verde acceso impreziosita da ricami dorati che richiama il verde della bandiera, l'oro del trionfo e il rosso del cuore pulsante della capitale. Si tratta di un’edizione speciale prodotta da Pirelli Design con il contributo creativo del designer Denis Dekovic. È possibile acquistare il cappellino sull’e-commerce dedicato https://store.pirelli.com

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Le mescole 

Anche in Messico, così come ad Austin a distanza di una sola settimana, verrà adottata una selezione che prevede un salto di mescola tra la più dura del tris e la media. Se infatti Medium e Soft rimarranno, come l’anno scorso, C4 e C5, la Hard sarà invece C2. Per un circuito come quello di Città del Messico, quest’ultima mescola risulta estremamente conservativa, con un considerevole delta in termini di tempo sul giro rispetto alle altre due e una minore aderenza. 

Nel 2024 la Soft era stata utilizzata soltanto come mescola da qualifica e, in gara, esclusivamente per tentare di ottenere il punto aggiuntivo del giro più veloce, ma ora lo scenario potrebbe cambiare sensibilmente. Il vantaggio offerto da C4 e C5 potrebbe infatti spingere le squadre a puntare su un Gran Premio disputato principalmente su queste mescole, con il rischio però di dover effettuare una seconda sosta ai box a causa del degrado. Chi sceglierà invece la C2 potrà gestire uno stint più lungo in maniera relativamente tranquilla, programmando un solo cambio prima della bandiera a scacchi, ma a scapito della prestazione.

L’impiego delle due mescole più morbide sarà sicuramente valutato con attenzione nelle tre sessioni di prove libere, quando le squadre avranno la possibilità di effettuare anche long run a pieno carico e verificare lo stato dei pneumatici. Non va dimenticato che storicamente il livello di graining in Messico è piuttosto accentuato, poiché l’aria rarefatta dovuta all’altitudine non permette alle vetture di sviluppare un carico aerodinamico adeguato.

Su una pista che, peraltro, offre già poca aderenza per via del suo utilizzo limitato, i pneumatici tendono quindi a scivolare, favorendo la formazione del graining. Sarà inoltre interessante vedere se la maggiore resistenza al fenomeno delle mescole attuali, potrà contribuire a limitarlo e favorire quindi chi giocherà con la gestione delle gomme.

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Così nel 2024 

Tutti i piloti in gara, ad eccezione di Sergio Pérez, hanno adottato lo scorso anno una strategia a una sola sosta. La maggior parte è partita con la Medium, mentre sei piloti, arrivati poi oltre l’undicesima posizione, hanno preferito iniziare con la Hard. La strategia più efficace, prevista sulla carta e poi confermata in pista, è risultata quella Medium-Hard.

Non sono state necessarie particolari doti di gestione gomme per estendere lo stint sulla mescola di mezzo, che ha mostrato solo un leggero fenomeno di graining e un degrado comunque molto contenuto. Lo stint più lungo con la mescola gialla è stato di 39 giri (Piastri), mentre con la bianca si è arrivati a 49 tornate (Bottas).

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Il tracciato 

L’Autodromo Hermanos Rodríguez di Città del Messico è lungo 4,304 km e presenta 17 curve, da affrontare per 71 giri. La sua peculiarità principale è l’altitudine: il circuito si trova infatti a oltre 2.200 metri sul livello del mare, una caratteristica che comporta una significativa rarefazione dell’aria. Questo riduce il carico aerodinamico generato dalle vetture e rende il setup e la gestione tecnica particolarmente impegnativi per le squadre.

Il rettilineo principale misura oltre 1.200 metri e consente di raggiungere velocità di punta molto elevate, anche a causa della limitata downforce. L’asfalto del tracciato è molto liscio e inizialmente offre un livello di grip piuttosto basso. Poiché non viene utilizzato frequentemente, la pista si gomma progressivamente nel corso del weekend, con un’evoluzione da tenere in considerazione per i tempi sul giro.

I piloti dovranno inoltre prestare attenzione ai bloccaggi, poiché le temperature superficiali degli pneumatici si abbassano rapidamente nei due lunghi rettilinei, rendendo necessario un attento controllo nelle staccate. Per il suo particolare layout, la pista è anche quella in cui i piloti devono cambiare marcia meno spesso.

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Keyword: test

La lunga stagione di test di sviluppo per la validazione dei pneumatici 2026 si concluderà ufficialmente a Città del Messico. Dopo il Gran Premio, infatti, Pirelli resterà nella capitale martedì 28 e mercoledì 29 ottobre insieme a Sauber e Mercedes per svolgere le ultime prove dedicate alle mescole più morbide della gamma, in vista della validazione definitiva prevista per il 15 dicembre (le costruzioni sono invece state validate il 1 settembre).

Lo sviluppo dei nuovi pneumatici ha richiesto 15 sessioni di test, ciascuna della durata di due giorni, in sette diversi Paesi. Tre si sono svolte nel 2024: a Barcellona (17-18 settembre) e al Mugello (8-9 settembre) per le mescole da asciutto e a Magny-Cours (13-14 novembre) per quelle da bagnato.

Nel 2025 si sono invece concluse le rimanenti 12 sessioni, con la maggior parte delle giornate distribuite tra autodromi spagnoli e italiani. I pneumatici slick sono stati provati due volte a Barcellona (4-5 febbraio e 3-4 giugno, dopo il GP) e una a Jerez (12-13 febbraio) mentre in Italia, oltre alle mescole da asciutto, sono state testate anche le soluzioni da bagnato.

È accaduto a Fiorano (19-20 giugno) su pista bagnata artificialmente, mentre a Monza (9-10 settembre, dopo il GP) e al Mugello (25-26 settembre) le prove sono state influenzate dal maltempo, che ha parzialmente interessato le sessioni inizialmente previste per le slick.

Anche al Paul Ricard (29-30 gennaio) e a Silverstone (7-8 maggio) la pista è stata bagnata artificialmente per ospitare i test delle Wet e delle Intermedie. Sul circuito inglese Pirelli è tornata anche dopo il Gran Premio (8-9 luglio) per lavorare sulla gamma dura delle slick, la cui nuova costruzione era stata sviluppata sulla base delle indicazioni raccolte nei precedenti test pre-stagionati in Bahrain (2-3 marzo).

Le mescole più morbide, oltre a quanto avverrà in Messico, sono state valutate anche a Budapest (5-6 agosto), una settimana dopo la gara. Tutti i team di Formula 1, secondo la disponibilità comunicata a FIA e Pirelli, hanno partecipato alle varie sessioni di prova.

La nuova gamma scelta per il 2026, sempre con cerchi da 18’’ ma con pneumatici leggermente più stretti, sarà testata da tutti i team contemporaneamente nei test post-stagionali di Abu Dhabi, in programma il 9 dicembre a Yas Marina, utilizzando delle mule car adattate per montare le nuove dimensioni delle gomme.

L’angolo delle statistiche 

Il circuito intitolato ai fratelli Rodríguez ha ospitato complessivamente 24 edizioni del Gran Premio: venti con la denominazione di Gran Premio del Messico (a partire dal 1963) e le ultime quattro disputate con il nome della capitale. Max Verstappen è il pilota più vincente su questo tracciato, e con i suoi successi ha contribuito a inserire la Red Bull tra le squadre con più affermazioni in Messico: cinque vittorie complessive (2017, 2018, 2021-2023).

Per ritrovare il pilota con più pole position occorre invece tornare agli anni Sessanta. Si tratta di Jim Clark, che con la Lotus conquistò la prima piazzola in quattro occasioni tra il 1963 e il 1967. Le ultime due pole sono andate alla Ferrari: Charles Leclerc nel 2023 e Carlos Sainz nel 2024. Proprio a Città del Messico lo spagnolo, oggi in Williams, ha colto l’ultima vittoria della sua carriera in rosso l’anno scorso.

L’appuntamento messicano è rimasto particolarmente significativo anche per l’attuale ferrarista Lewis Hamilton, che qui ha festeggiato i titoli mondiali del 2017 e del 2018, ed è il pilota ad aver collezionato più podi in questa gara: sei.

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PIRELLI NEL MOTORSPORT

Fondata nel 1872, Pirelli è un’azienda con profonde radici italiane ma riconosciuta in tutto il mondo per le sue tecnologie all’avanguardia, la capacità di innovazione e la qualità dei prodotti. Il motorsport ha sempre avuto un ruolo di prim’ordine nella sua strategia, con la filosofia “From race to road”. Pirelli è impegnata nelle competizioni motoristiche da 128 anni e oggi fornisce pneumatici in oltre 350 campionati automobilistici e motociclistici. L’azienda ha una costante attenzione all’efficienza nell’uso delle risorse ambientali e energetiche e raggiungerà la Carbon Neutrality entro il 2030. 
Dal 2011, Pirelli è Global Tyre Partner del FIA Formula 1 World Championship™. Pirelli Motorsport è inoltre fornitore dei campionati FIA Formula 2, FIA Formula 3, Formula Regional European Championship by Alpine, GT World Challenge e di numerose altre serie nazionali.