25
Agosto
2011
|
15:13
Europe/Amsterdam

Il Gran Premio del Belgio dal punto di vista degli pneumatici

Quello di Spa-Francorchamps è un circuito epico, con il giro più lungo dell’anno, enormi dislivelli altimetrici, moltissimo tempo speso ad acceleratore spalancato e condizioni meteo variabili. È un vero tracciato da piloti: tutti i plurivincitori a Spa hanno conquistato almeno un Titolo Piloti. Ecco alcuni dei motivi …

Il circuito

Eau Rouge è una delle curve più difficili ma più eccitanti dell’intero Campionato. I piloti vi arrivano a 290 km/h: il carico aerodinamico, pari a 1G di compressione verticale e a 5G di accelerazione laterale, genera 1.000 chilogrammi di spinta sullo pneumatico anteriore sinistro e 950 chilogrammi su quello posteriore – che deve assicurare trazione per tutto il raggio di curvatura. Pouhon: le monoposto raggiungono questa impegnativa curva a sinistra in discesa con gli pneumatici in temperatura e in appoggio, a 290 orari. Lungo tutto l’arco di curvatura, ci sono 4G di accelerazione trasversale. Il compito dello pneumatico è compensare questa forza e permettere al pilota di mantenere la traiettoria ideale in curva, anche quando la monoposto è in fase di accelerazione. Nel terzo settore del giro, veloce e fluido, le macchine viaggiano a velocità massima per un periodo prolungato. Gli pneumatici devono compensare un carico verticale di 1.100 chilogrammi. Poi, nelle curve a piena velocità, devono sopportare 4G di forza laterale, garantendo sempre la massima precisione di guida, indispensabille per mantenere la traiettoria ideale a oltre 300 km/h. Nella parte finale del giro, frenata impegnativa per la chicane Bus Stop, dagli angoli stretti, prima di spalancare di nuovo il gas e tornare sul rettilineo di partenza-arrivo.

Il commento del collaudatore Pirelli

Lucas di Grassi: “Spa è un vero circuito vecchio-stile, molto veloce e tecnico. Mi piace moltissimo ed è sempre un enorme piacere tornare qui. In termini di assetto, è sempre un compromesso, dato che occorre molta velocità in rettilineo ma anche molto carico per tutte le curve veloci. Ci sono diversi punti in cui si possono effettuare sorpassi – per esempio, un buon posto è dopo l’Eau Rouge – ed è sempre un circuito dove essere coraggiosi paga. Per quanto riguarda gli pneumatici, è una gara decisamente ricca di sfide, dato che sono sottoposti a carichi di energia enormi per via delle alte velocità e dei notevoli carichi aerodinamici. L’altro fattore decisivo è il meteo: dalle mie esperienze in passato, nel corso del weekend non sarei sorpreso di vedere nuovamente in azione le intermedie e le wet. Anche se una parte del circuito può essere asciutta, non è infatti detto che su un’altra non piova…”

Smaltimento ecologico degli pneumatici di Formula Uno

Come parte del suo programma ‘green technology’, Pirelli è impegnata nel rispetto dell’ambiente, avendo iniziato, già dal 2007, ad eliminare gli olii aromatici da alcuni dei suoi pneumatici stradali e da competizione. Dal 1 Gennaio 2010, come imposto dalla legislazione europea, tutti gli pneumatici da strada e da competizione Pirelli sono prodotti senza olii aromatici. Parte di questo impegno riguarda anche lo smaltimento ecologico degli pneumatici dopo il loro utilizzo. Dopo ogni gran premio, tutti gli pneumatici vengono riportati a Didcot, dove vengono finemente triturati, assieme agli altri pneumatici stradali. Gli pneumatici tritati formano dei piccoli pellet, che vengono poi bruciati a temperature estremamente elevate come combustibile per cementifici. Le altissime temperature, che superano i 1.400 gradi centigradi, fanno sì che non si diffondano fumi nocivi e che le sole particelle residue siano ceneri molto sottili e non velenose. Pirelli utilizza questa tecnologia in Italia dal 2002 e l’ha impiegata anche lo scorso anno, quando è tornata alle competizioni delle monoposto nella stagione di GP2. Complessivamente, quest’anno Pirelli smaltirà fino a 80.000 pneumatici da competizione utilizzando questo metodo – adottato anche in altri Paesi in tutto il mondo. Il commento del Direttore Motorsport Pirelli, Paul Hembery: “In Pirelli, l’ambiente è sempre stato al primo posto nei nostri programmi. Il modo in cui smaltiamo gli pneumatici ne è la prova tangibile: in effetti, in futuro le superfici stradali che gli spettatori percorreranno per arrivare ai gran premi potrebbero essere costituite proprio da alcuni dei nostri pneumatici riciclati.”



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