16
Marzo
2026
|
15:08
Europe/Amsterdam

In Brasile Pirelli fornisce un set di pneumatici in più a pilota

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Per permettere ai piloti di prendere confidenza con il rinnovato tracciato brasiliano, le sessioni del venerdì di Moto2™ e Moto3™ dureranno infatti 10 minuti in più ciascuna

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· Un set in più per sessioni più lunghe. L’Autódromo Internacional de Goiânia – Ayrton Senna in cui si correrà il Gran Premio del Brasile ha già ospitato il Motomondiale alla fine degli anni ’80 ma recentemente è stato completamente riasfaltato e ha subito anche modifiche al layout. Per permettere a team e piloti di conoscere la pista le FP1 e FP del venerdì pomeriggio di Moto2™ e Moto3™ dureranno ciascuna 10 minuti in più del solito, per un totale di 20 minuti aggiuntivi a disposizione dei piloti. Per questo motivo, i piloti avranno a disposizione un set di pneumatici in più, per un totale di 19 pneumatici, 9 anteriori e 10 posteriori, utilizzabili nell’arco del fine settimana rispetto al quantitativo standard che prevede 17 pezzi (8 anteriori e 9 posteriori)
 
· Più pezzi per ciascuna soluzione. Potendo utilizzare un set di pneumatici in più, Pirelli mette a disposizione dei piloti un quantitativo maggiore di pezzi rispetto ad altri GP. In particolare, ciascun pilota Moto2™ ha in allocazione 9 pezzi delle soluzioni soft (SC1 anteriore e SC0 posteriore) e 6 pezzi di quelle medium (SC2 anteriore e SC1 posteriore) mentre per quanto riguarda la Moto3™ogni pilota ha a disposizione 9 pezzi sia per ciascuna delle due soluzioni anteriori sia per le due posteriori. In questo periodo dell’anno a Goiânia le probabilità di pioggia sono abbastanza elevate, nel qual caso i piloti potranno utilizzare i pneumatici da bagnato DIABLO™ Rain.
 
· Un po’ di storia. Il Motomondiale torna a correre in Brasile dopo 22 anni di assenza. Il Paese sudamericano ha già ospitato 13 Gran Premi in passato, il primo nel 1987 proprio nel circuito di Goiânia dove poi avrebbe corso anche nei due anni successivi prima di spostarsi per un solo anno ad Interlagos nel 1992. Il terzo ed ultimo circuito ad ospitare il Campionato del Mondo è stato l'Autódromo di Jacarepaguá di Rio de Janeiro dove sono state disputate ben 9 edizioni, dal 1995 al 2004 con la sola eccezione del 1998.

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Un circuito nuovo che affrontiamo con pneumatici di gamma
 
“Pur avendo già ospitato il circus del Motomondiale per tre anni, dal 1987 al 1989, quello di Goiânia è comparabile a tutti gli effetti ad un nuovo circuito perché nessuno degli attuali piloti vi ha mai corso prima e, a distanza di quasi quarant’anni, è improbabile che anche tra gli addetti ai lavori ci sia ancora qualcuno che ne abbia memoria. Oltretutto, il tracciato è stato oggetto di importanti lavori di riqualificazione che hanno previsto la sua totale riasfaltatura, l’ampiamento di alcune vie di fuga e la modifica del layout, in particolare della curva 12, per rispettare gli attuali standard di sicurezza di Grado A della FIM e renderlo percorribile alle elevate velocità delle moto moderne.
Stando anche ai feedback di alcuni piloti che ci hanno girato l’anno scorso dopo il GP di Argentina, sappiamo che si tratta di una pista molto corta ma, al contempo, molto veloce con un rettilineo di partenza/arrivo molto lungo dove si possono raggiungere velocità di punta elevate. Il nuovo asfalto dovrebbe offrire un buon grip ma, naturalmente, non abbiamo informazioni lato impatto sull’usura dei pneumatici.
Ad ogni modo, proprio per permettere a tutti di conoscere meglio la pista, le sessioni del venerdì di tutte le classi saranno più lunghe del solito, 10 minuti in più per ciascuna delle due sessioni nel caso di Moto2™ e Moto3™ e, proprio per questo motivo, i piloti potranno utilizzare un set aggiuntivo di pneumatici rispetto all’allocazione standard. Quando andiamo a correre su una pista nuova preferiamo puntare sull’allocazione standard che prevede opzioni consolidate di gamma, quindi pneumatici regolarmente in vendita sul mercato, che piloti e team di entrambe le classi conoscono molto bene. Sarà interessante vedere se questo circuito sarà più adatto all’utilizzo di soluzioni più morbide o più dure”.

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