Piastri firma la decima pole McLaren a Imola
Sarà Oscar Piastri a partire dalla pole position domani nel Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna. Il pilota australiano della McLaren ha superato nell’ultimo tentativo di Q3 l’olandese Max Verstappen (Red Bull) per appena 34 millesimi di secondo: 1’14”670 per il leader del campionato Piloti, 1’14”704 per il campione del mondo in carica. Per Piastri quella di oggi è la terza pole della carriera dopo quelle di Shanghai e di Sakhir, entrambe ottenute nella prima parte della stagione. La McLaren è arrivata a quota 168 pole position, di cui dieci all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.
In seconda fila partiranno la Mercedes di George Russell (1’14”807) e l’altra McLaren, quella di Lando Norris (1’14”962). Solo questi quattro piloti sono riusciti a scendere sotto il limite dell’1’15”.
Il Pirelli Pole Position Award è stato consegnato a Piastri da Gianni Morandi. Il cantante, icona della cultura italiana, ha venduto più di 50 milioni di dischi in tutto il mondo: la sua “In ginocchio da te” è stata inserita nella colonna sonora del film sudcoreano “Parasite”, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes e di quattro Oscar alla novantaduesima edizione degli Academy Awards. La carriera artistica di Morandi comprende anche numerose partecipazioni come attore di film e serie televisive nonché la conduzione di programmi televisivi, tra cui spicca il Festival della Canzone Italiana di Sanremo, di cui è stato vincitore come cantante nel 1987 con “Si può dare di più”, cantata insieme a Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi.
LA GIORNATA IN PISTA
Un sabato molto più variegato del solito in termini di utilizzo delle gomme. In FP3 ha fatto il suo esordio nell’evento la Hard, impiegata in alcuni run da parte di entrambi i piloti dell’Aston Martin, che così ne avranno solamente un set disponibile in gara: Alonso e Stroll hanno girato anche con un set di Soft. Inoltre, Norris ha effettuato un giro di rodaggio con un set di C4. I piloti di Alpine, Haas e Sauber hanno usato solamente la C6 mentre gli altri piloti hanno suddiviso i run fra la Soft e la Medium.
In qualifica il riassunto a colori dell’utilizzo delle gomme per una volta non è stato monocromatico. Il rosso della C6 è stato ovviamente prevalente ma ci sono state diverse macchie gialle: la Aston Martin ha sfruttato il fatto di avere un set di Medium in più rispetto alla concorrenza effettuando ben tre run con questa mescola (due in Q2 e uno in Q3) mentre Russell ha ottenuto il terzo miglior tempo assoluto proprio con l’unico treno di C5 disponibile, avendo preferito sacrificare la possibilità di sfruttarlo da nuovo domani alla partenza per provarne l’efficacia sul giro secco.
MARIO ISOLA - DIRETTORE MOTORSPORT PIRELLI
“È una qualifica che, per quanto riguarda il comportamento delle gomme, andrà analizzata con molta cura perché offre tanti spunti interessanti. C’era molta curiosità nel vedere all’opera in qualifica la C6 e rapportarla con la C5: guardando i primi numeri e ascoltando le prime indicazioni ricevute dalle squadre e dai piloti possiamo dire che la differenza di prestazione fra le due mescole più morbide della gamma 2025 sia stata relativamente piccola come peraltro era nelle previsioni della vigilia. Quello che è emerso oggi, su una pista che si è velocizzata in maniera abbastanza limitata rispetto alle prime due ore di prove libere, è che non sia stato facile per i piloti estrarre tutto il potenziale prestazionale offerto da questa mescola. Bisogna ricordare che la C6 non era mai stata usata con le monoposto 2025 e che nel test post-season di Abu Dhabi solamente otto dei venti piloti in pista oggi l’avevano “assaggiata”: quindi, è possibile che ci sia bisogno di approfondirne ulteriormente la conoscenza per poterla sfruttare nella maniera più efficace. Ne è conseguito che qualche pilota ha addirittura preferito usare la C5, una mescola ben più conosciuta (fra l’altro, è stata la gomma da qualifica nelle ultime due gare a Gedda e a Miami), avendo scelto di sacrificare un po’ di grip in più al guadagno in termini di tempo sul giro che può dare la prevedibilità di una gomma della quale si hanno più esperienza e più dati disponibili.
Per quanto riguarda le strategie, quella basata su un pit-stop singolo rimane l’opzione più valida, soprattutto su una pista dove i sorpassi sono piuttosto complicati (c’è anche una sola zona DRS) e, soprattutto, con il tempo perso in pit-lane per il cambio gomme più alto di tutta la stagione. Chiaramente la combinazione Medium-Hard, con un pit-stop prevedibile fra il giro 17 e il 23, è la più probabile, così come lo sarà quella opposta, scelta da chi vorrà allungare il primo stint pensando magari di approfittare di una neutralizzazione: in tal caso, il pit-stop dovrebbe verificarsi fra il giro 37 e il 43. La strategia su due soste non è lontana in termini di tempo di gara, tutt’altro, ma risulta penalizzata dai fattori sopra citati: Medium-Hard-Hard è la combinazione ideale”.

FORMULA 2
Jak Crawford (DAMS Lucas Oil) ha vinto la gara Sprint, precedendo sotto la bandiera a scacchi due piloti britannici: Arvid Lindblad (Campos Racing), secondo, e Luke Browning (Hitech TGR), terzo.
Dal punto di vista delle gomme, la gestione del degrado è stata decisiva per il risultato finale. Su una pista in cui i sorpassi sono complicati anche in F2, chi ha saputo mantenere un livello discreto di grip nel finale ha potuto guadagnare posizioni. La gomma anteriore destra ha accusato un po’ di graining mentre le posteriori hanno sofferto di surriscaldamento: anche la gestione del bilanciamento della prestazione fra i due assi è stata importante nelle diverse fasi della corsa.
FORMULA 3
Doppietta del team MP Motorsport nella prima gara, con il tedesco Tim Tramnitz vincitore davanti al compagno di squadra Bruno del Pino (Spagna), mentre sul terzo gradino del podio è salito il bulgaro Nikola Tsolov (Campos Racing). La gara è vissuta nella lotta al vertice fra i due alfieri dell’MP Motorsport, con Tramnitz che al giro 3 ha superato del Pino, partito dalla pole, alla staccata della curva per poi restare al comando fino alla bandiera a scacchi. La lunga neutralizzazione (giri 5-9) ha consentito ai piloti di portare a termine la corsa senza accusare molto degrado, se non nella parte finale.
Fondata nel 1872, Pirelli è un’azienda con profonde radici italiane ma riconosciuta in tutto il mondo per le sue tecnologie all’avanguardia, la capacità di innovazione e la qualità dei prodotti. Il motorsport ha sempre avuto un ruolo di prim’ordine nella sua strategia, con la filosofia “From race to road”. Pirelli è impegnata nelle competizioni motoristiche da 128 anni e oggi fornisce pneumatici in oltre 350 campionati automobilistici e motociclistici. L’azienda ha una costante attenzione all’efficienza nell’uso delle risorse ambientali e energetiche e raggiungerà la Carbon Neutrality entro il 2030.
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