Monza,
01
Settembre
2024
|
18:41
Europe/Amsterdam

Questione di cuore

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È il cuore rosso della Ferrari a battere più forte di tutti all’Autodromo di Monza. Charles Leclerc ha vinto per la seconda volta nella sua carriera il Gran Premio d’Italia, ottenendo così il suo settimo successo in Formula 1. Per la Ferrari è la ventesima vittoria in questa corsa e la numero 246 nella storia.

Sotto la bandiera a scacchi Leclerc ha preceduto i due piloti della McLaren: di 2”664 Oscar Piastri e di 6”153 Lando Norris. A loro tre l’onore di indossare l’edizione speciale del Podium Cap, bianco con il Tricolore della bandiera italiana sulla visiera, che possono essere acquistati a questo link.

I tre piloti e Diego Ioverno, Direttore Sportivo della Ferrari, hanno ricevuto VROOOM, il trofeo disegnato dall’artista Andrea Sala, frutto dell’ormai tradizionale collaborazione fra Pirelli e Pirelli HangarBicocca in occasione del Gran Premio d’Italia.

Così come in qualifica, le prime otto posizioni sono state appannaggio dei quattro top team. Nella lotta per i due rimanenti posti si sono inserite, nell’ordine, la Williams di Alex Albon e la Haas di Kevin Magnussen.

LA GIORNATA IN PISTA   

Alla partenza, la Medium è stata la mescola preferita dalla maggioranza (14) dei piloti. A scegliere la Hard sono stati i due della Red Bull, Lance Stroll (Aston Martin), Esteban Ocon (Alpine), Yuki Tsunoda (Racing Bulls) e Valtteri Bottas (Sauber). Soltanto un pilota non ha visto la bandiera a scacchi (Tsunoda): degli altri 19, nove hanno effettuato una sosta, dieci ne hanno fatte due o più (Stroll tre).

Lo stint più lungo in assoluto è stato il secondo di Daniel Ricciardo (Racing Bulls), che ha completato 42 giri con la Hard. Sulle Medium, il primatista è stato Esteban Ocon, che con la C4 ha percorso una seconda parte di gara lunga 21 giri.

MARIO ISOLA - DIRETTORE MOTORSPORT PIRELLI    

“Una gara davvero intensa seguita da uno spettacolo eccezionale offerto dai tifosi: l’entusiasmo del pubblico di Monza è incredibile e contagioso, mette davvero i brividi. Complimenti a Leclerc e alla Ferrari: vincere questo Gran Premio dev’essere un’emozione inimmaginabile.

Dal punto di vista tecnico, è stato un Gran Premio completo: battaglia in pista fra i piloti – alcuni sorpassi, come quello di Piastri su Norris, sono stati spettacolari – e confronto di strategie fra chi ha optato per le due soste e chi ha scelto il singolo pit-stop.

Avevamo detto alla vigilia che la sosta unica era la più veloce e così è stato. Il fatto che praticamente tutte le squadre si fossero tenute due treni di Hard per la corsa consentiva di avere la necessaria flessibilità per poter eventualmente gestire i vari scenari. Va tenuto presente anche che quasi nessuno aveva sufficienti dati per valutare appieno il rendimento della C3 sull’asfalto tutto nuovo della pista.

La gestione del graining è stata decisiva ed è stata probabilmente influenzata dall’evoluzione della pista. La prima analisi dei dati raccolti e l’esame visivo delle gomme al termine di ogni stint hanno evidenziato come nella prima parte di gara il graining sia stato molto rilevante - in particolare sull’anteriore sinistra, meno sulla posteriore sinistra – sia sulla Hard che sulla Medium mentre negli stint successivi è andato calando. Determinanti sono state quindi le valutazioni dei piloti durante la gara e la loro capacità di gestire i pneumatici, soprattutto per chi ha mantenuto la strategia di partenza, vale a dire la sosta unica”.

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FORMULA 2
Impresa di Gabriel Bortoleto (Invicta Racing), che è passato dall'ultimo posto in griglia al gradino più alto del podio nella Feature Race.  Il pilota brasiliano ha approfittato di una neutralizzazione per effettuare il pit-stop e passare al comando per poi conservare la prima posizione fino alla fine. Per Bortoleto è il secondo successo nella stagione. Sul podio sono saliti il pilota di Barbados Zane Maloney (Rodin Motorsport) e l’olandese Richard Verschoor (Trident).

La maggior parte dei piloti ha preso il via della gara con le Supersoft, giocando anche sulle chance di una neutralizzazione poco dopo il sesto giro, quando ancora la prestazione della mescola più morbida era teoricamente adeguata. In dieci si sono fermati fra il sesto e il settimo giro ma sono stati beffati dalla safety-car entrata in pista nella tornata successiva e chi aveva aspettato fino a quel punto della gara ne ha tratto un beneficio enorme, come Bortoleto. Quest’ultimo è anche ritornato in piena lotta per il titolo, avendo approfittato del doppio zero di Isack Hadjar (Campos Racing): fra i due ci sono ora 10,5 punti di differenza in classifica quando mancano tre round (Baku, Lusail, Yas Marina) alla fine del campionato.
 

FORMULA 3
Spettacolo ed emozioni fino alla bandiera a scacchi nell’ultimo round stagionale. La gara è vissuta non soltanto sulla battaglia per la vittoria ma, soprattutto, sulla lotta a quattro per il titolo, che vedeva in lizza due piloti italiani (Leonardo Fornaroli e Gabriele Minì) e due britannici (Luke Browning e Arvid Lindblad): alla fine, si è risolta un derby tricolore, deciso a poche centinaia di metri dal traguardo. Alle spalle del francese Sami Meguetonif (Trident), vincitore della Feature Race, sul podio sono saliti, nell’ordine, Minì (Prema Racing) e Fornaroli (Trident) ma nella classifica finale le posizioni si sono invertite, con il piacentino davanti al palermitano per soli due punti (150 a 148). Decisivo per il titolo è stato il sorpasso all’ultimo giro compiuto da Fornaroli sull’australiano Christian Mansell alla staccata della Parabolica.

Ore dopo la conclusione, sono arrivate una serie di decisioni degli Steward che hanno sconvolto la classifica della gara e, almeno nel punteggio, quella del campionato. Una squalifica è stata comminata a Minì per un’infrazione tecnica relativa alla pressione delle gomme troppo basse: l’italiano ha così perso il secondo posto della gara ma non quello nel campionato, conservato per appena due lunghezze su Browning (130 a 128). Fornaroli ha chiuso quindi al secondo posto la Feature, con Mansell che ha ereditato da lui il terzo gradino del podio.

Per quanto riguarda il comportamento delle gomme, è stato in linea con quanto visto ieri nella gara Sprint. Ovviamente, la distanza più lunga (cinque i giri previsti in più) ha determinato un calo della prestazione più significativo nelle ultime fasi e chi aveva gestito meglio le gomme nella prima parte ha potuto godere di un vantaggio nei chilometri finali.

PROSSIMAMENTE CON LE NOSTRE GOMME  

La prossima settimana la Formula 1 vivrà un’appendice di due giorni all’Autodromo di Monza. Martedì 3 e mercoledì 4 si svolgeranno infatti dei test di sviluppo delle mescole da utilizzare la prossima stagione. Tre squadre e due piloti presteranno la loro collaborazione per questo importante lavoro in vista del 2025: il primo giorno saranno in pista George Russell con la Mercedes e Liam Lawson con la Red Bull, il giorno successivo il pilota neozelandese sarà al volante di una Racing Bulls.

PIRELLI NEL MOTORSPORT

Fondata nel 1872, Pirelli è un’azienda con profonde radici italiane ma riconosciuta in tutto il mondo per le sue tecnologie all’avanguardia, la capacità di innovazione e la qualità dei prodotti. Il motorsport ha sempre avuto un ruolo di prim’ordine nella sua strategia, con la filosofia “From race to road”. Pirelli è impegnata nelle competizioni da 117 anni e oggi fornisce pneumatici in oltre 350 campionati automobilistici e motociclistici. L’azienda ha una costante attenzione all’efficienza nell’uso delle risorse ambientali e energetiche e raggiungerà la Carbon Neutrality entro il 2030.
Dal 2011, Pirelli è Global Tyre Partner del FIA Formula 1 World Championship™. Pirelli Motorsport è inoltre fornitore dei campionati FIA Formula 2, FIA Formula 3, Formula Regional European Championship by Alpine, FIA World Rally Championship, GT World Challenge e di numerose altre serie nazionali.